L’ORIGINE DELLA PAROLA BREXIT E LE CONSEGUENZE

Il noto referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, conosciuto anche
come referendum sulla “Brexit”, si è svolto lo scorso 23 giugno. Il referendum si è concluso con la
vittoria del Leave, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Cos’è il Brexit?

Il termine della parola Brexit deriva dall’unione di due vocaboli inglesi:  Britain  (Regno Unito) e
Exit (uscita).

Brexit è un termine ideato dai media, già dai tempi della Gexit, ossia l’uscita della Grecia
dall’Unione Europea.
La teoria Brexit ha iniziato a spargersi dopo l’arrivo al Governo dell’ex primo ministro, David
Cameron, che aveva fondato la sua campagna elettorale proprio sull’uscita dall’Unione Europea.

Le conseguenze della Brexit

Il popolo inglese, attraverso il referendum Brexit, ha espresso la sua volontà di uscire dall’Unione
Europea, infatti il voto popolare si è concluso con un esito favorevole all’uscita dalla UE con il 52%
contro il 48,1% che ha votato per rimanere nell’unione. Il voto ha causato una rottura tra le
Nazioni del Regno Unito, con la maggioranza di Inghilterra e Galles favorevoli ad uscire e la
maggioranza di Scozia e Irlanda del Nord che hanno votato per rimanere.

Ulteriormente, dopo la pubblicazione dell’esito del referendum Brexit, la sterlina è scesa ai minimi
del 1985, portando alle dimissioni David Cameron dal suo ruolo di Primo ministro, designando
Theresa May come suo successore, provocando così una crisi di governo.

Inoltre, dopo il trionfo del Leave al referendum, i partiti di estrema destra hanno avuto spazio
libero, soprattutto, il Fronte Nazionale francese, il cui leader è Marine Le Pen.

Oltre a ciò, ci sono state anche conseguenze finanziarie, ossia, la diminuzione di valore della
sterlina, perdendo così oltre 2.000 miliardi in un solo giorno. Di conseguenza, il Regno Unito ha
perso il suo livello alto di rating AAA, pertanto La Bank of England ha tagliato i tassi di interesse,
prendendo anche  in considerazione altre misure di emergenza per aiutare a fermare la corsa
dell’economia inglese verso la recessione.

Mesi dopo la Brexit
La maggior parte di chi ha votato per l’uscita dall’UE non si è pentito della sua decisione. Tanto è
vero che i consumi nel Regno Unito non sono ridotti e il settore dei servizi, che rappresenta l’80%
dell’economia britannica, di cui fanno parte i servizi finanziari alla ristorazione, nel mese di agosto
è cresciuto. Inoltre, la sterlina si è stabilizzata, il FTSE 250 è tornato ai valori precedenti al 23
giugno.
Allo stesso tempo, però, ci sono state conseguenze negative per quanto riguarda gli investimenti
delle società britanniche, infatti un sondaggio della Banca d’Inghilterra afferma che in media sono
stati ridimensionati. In aggiunta, dopo il referendum Brexit, sono aumentate le offerte di lavoro
per brevi periodi e a bassi salari, segno che le aziende per ora preferiscono non impegnarsi in
assunzioni a lungo termine.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *